TRA INCUDINE E MARTELLO
Cosa sta accadendo nei negozi?
Il fermento per il referendum del 26 e 27 cresce sempre più, sia da parte Aziendale che da parte delle Organizzazioni Sindacali, ma entrambe concorrono per un unico obbiettivo, esito positivo.
Non che ci stupisca visto che avendo firmato un'ipotesi di accordo sono appunto d'accordo nel merito, ma quello che comincia a stupire è l'incredibile dispiegamento di forze e tempo da parte aziendale nell'orientare i lavoratori verso questa scelta (chiediamoci come mai).
Ad esempio notiamo che i responsabili risorse umane stanno facendo mini riunioni nei negozi con i responsabili di reparto per spiegare l'accordo e per "consigliare" la scelta.
Vediamo "a cascata" responsabili di reparto e direttori che seguendo le direttive impartite cercano di influenzare i lavoratori (sempre con lo stesso obbiettivo).
Lavoratori e lavoratrici presi ad uno a uno o a gruppi.
Addirittura pare che un direttore sia salito a presenziare ad una assemblea sindacale, sia mattina che pomeriggio ( incredibile, mai visto, cosa doveva controllare?).
Dall'altra parte ci sono le Organizzazioni Sindacali che in giro per le assemblee spiegano le opportunità (???) che dà questo accordo sperimentale sul lavoro domenicale, e non si accorgono delle pressioni che vengono fatte nei negozi nei confronti dei lavoratori.
E i lavoratori in tutto questo ?
Alcuni sono molti confusi, altri sono molto condizionati da ciò che viene loro raccontato (l'incubo del 141), altri completamente disorientati da cattive informazioni e terrorismo psicologico.
Molti altri invece ben decisi.
A nostro avviso questo referendum rappresenta molto di più di ciò che c'è scritto nel testo dell'accordo, per il quale siamo (a dir poco) fortemente critici, ( falsa volontarietà, perdita economica, zero possibilità contrattuale alle Rsu/Rsa sul punto vendita,in pratica una semplice conferma di quanto già stabilito, briciole per gli obbligati), e cioè quello che c'è scritto tra le righe di questo accordo, ovvero il fatto che votando Si a questo accordo acconsentiamo implicitamente e volontariamente, a dare mandato all'azienda a comandarci il lavoro domenicale
(in cambio di cosa in realtà).
E questa volta lo facciamo con un referendum, quindi questa volta
saremo noi lavoratori e lavoratrici responsabili delle nostre scelte, e saremo noi a mandare un messaggio chiaro e preciso all'azienda, al di la di ciò che accadrà in caso di vittoria del SI che in quella del NO.
Vi lasciamo con una frase che auspica una forte partecipazione al referendum:
" A ogni uomo è stata data donata una grande virtù: la capacità di scegliere. Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione e gli altri sceglieranno per lui "
Paulo Coelho
Lo staff di cambialiberamente
Cosa sta accadendo nei negozi?
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Il fermento per il referendum del 26 e 27 cresce sempre più, sia da parte Aziendale che da parte delle Organizzazioni Sindacali, ma entrambe concorrono per un unico obbiettivo, esito positivo.
Non che ci stupisca visto che avendo firmato un'ipotesi di accordo sono appunto d'accordo nel merito, ma quello che comincia a stupire è l'incredibile dispiegamento di forze e tempo da parte aziendale nell'orientare i lavoratori verso questa scelta (chiediamoci come mai).
Ad esempio notiamo che i responsabili risorse umane stanno facendo mini riunioni nei negozi con i responsabili di reparto per spiegare l'accordo e per "consigliare" la scelta.
Vediamo "a cascata" responsabili di reparto e direttori che seguendo le direttive impartite cercano di influenzare i lavoratori (sempre con lo stesso obbiettivo).
Lavoratori e lavoratrici presi ad uno a uno o a gruppi.
Addirittura pare che un direttore sia salito a presenziare ad una assemblea sindacale, sia mattina che pomeriggio ( incredibile, mai visto, cosa doveva controllare?).
Dall'altra parte ci sono le Organizzazioni Sindacali che in giro per le assemblee spiegano le opportunità (???) che dà questo accordo sperimentale sul lavoro domenicale, e non si accorgono delle pressioni che vengono fatte nei negozi nei confronti dei lavoratori.
E i lavoratori in tutto questo ?
Alcuni sono molti confusi, altri sono molto condizionati da ciò che viene loro raccontato (l'incubo del 141), altri completamente disorientati da cattive informazioni e terrorismo psicologico.
Molti altri invece ben decisi.
A nostro avviso questo referendum rappresenta molto di più di ciò che c'è scritto nel testo dell'accordo, per il quale siamo (a dir poco) fortemente critici, ( falsa volontarietà, perdita economica, zero possibilità contrattuale alle Rsu/Rsa sul punto vendita,in pratica una semplice conferma di quanto già stabilito, briciole per gli obbligati), e cioè quello che c'è scritto tra le righe di questo accordo, ovvero il fatto che votando Si a questo accordo acconsentiamo implicitamente e volontariamente, a dare mandato all'azienda a comandarci il lavoro domenicale
(in cambio di cosa in realtà).
E questa volta lo facciamo con un referendum, quindi questa volta
saremo noi lavoratori e lavoratrici responsabili delle nostre scelte, e saremo noi a mandare un messaggio chiaro e preciso all'azienda, al di la di ciò che accadrà in caso di vittoria del SI che in quella del NO.
Vi lasciamo con una frase che auspica una forte partecipazione al referendum:
" A ogni uomo è stata data donata una grande virtù: la capacità di scegliere. Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione e gli altri sceglieranno per lui "
Paulo Coelho
Lo staff di cambialiberamente


È anche ora di far capire che le bozze di accordi è bene passino prima al vaglio dei lavoratori anziché essere stilate in alte stanze con la collaborazione di pochi e l'assenso dell'azienda. Cosa ci chiedono di ratificare? L'ennesima delega? Non è più tempo, non è più il caso.
RispondiEliminaGiustissimo.
EliminaIo ho capito solo che o per si o per no , chi la prende in quel posto siamo sempre noi , ringraziamo dal profondo del cuore il caro Sig. Monti , gli venisse un cagotto,che ha fatto in modo che si potesse tener aperto tutte le domeniche , a dir suo per creare lavoro, peccato che si è scordato di mettere per legge anche l'obbligo di assumere, non solo di obbligare chi c'è già a lavorare anche di domenica. Così non si crea lavoro , si aumentano solo le ore di chi (per fortuna)il lavoro ancora ce l'ha
RispondiEliminaE' tutto vero
RispondiEliminaI dirigenti e tutti assistenti del negozio dove lavoro si sono attivati per fare pressione su lavoratori per raccontare falsità tipo ai cassieri per poter ottenere due riposi consecutivi devono programmare e garantire 22 domeniche lavorative e nei reparti la stessa proposta ma con 24 domeniche lavorative.
Ma nell' ipotesi di accordo non c' è scritto questo !!!
Non si fermano a questo utilizzano pressioni ai lavoratori part- time dicendo per " premiarti" ti aumento le ore settimanali con la domenica lavorativa, ma non dicono così facendo si esce dalla programmazione e si perderà le varie maggiorazioni perchè avrai solo il 30%.
L' Azienda ha ottenuto il lavoro domenicale per tutti lasciando le condizioni economiche e di diritti differenti tra lavoratori della stessa azienda.
La mia posizione è netta il mio impegno è di far votare per il NO al referendum.
è bene chiarire una cosa cioè questa volta questa ingiustizia questa infamia contro i lavoratori è stata possibile solo grazie alle organizzazioni sindacali oggi ormai non esistono più per aiutare garantire i dirritti del lavoratore ma solo per loro interessi di potere quindi è giusto sapere chi ha la responsabilità cgil -cisl- uil quindi Voi rsa rsu dovreste publicamente dire che non siete d'accordo perchè i casi sono due o siete ignoranti o siete collusi e vorrei aggiungere per esperienza personale CHI SBAGLIA PAGA prima o poi e purtroppo Voi (rsa-rsu)siete i più esposti non dovete per forza rappresentare questi sindacati se lo fate è perchè lo volete( quindi a voi gli onori e gli oneri)
RispondiEliminaCaro amico ...vorrei ricordarti...proprio perche' hai un esperienza personale , che tantissimi rsa e rsu sono quasi gli ultimi a sapere le cose, ma dovresti anche sapere che gli stessi, onesti, quasi sempre non sono in linea con il pensiero delle organizzazzioni, tanto e' che veniamo chiamati dissidenti. Infine pensa anche un altra cosa, se non ci fossimo in tanti negozi, non avremmo nemmeno avuto la possibilita' di contrastare questo referendum, perche' lo avrebbero gestito come vogliono. Chi scrive e' un rsa che cerca di portare una giusta verita' anche se spesso non viene ascoltato o ignorato.
RispondiEliminami stai dicendo che dove non ci siete possono falsare il referendum ? bene è definitivo fanno schifo sia i sindacati che l'azienda la differenza è che l'azienda ci sfrutta ma alla fine qualcosa ci dà invece i sindacati ci tradiscono per loro siamo solo merce di scambio per i loro interessi violando e lo ripeto violando art.17 dello statuto dei lavoratori però ripeto il concetto che volevo esprimere : MALE NON FARE PAURA NON AVERE oggi le responsabilità sono chiare un mese prima ci hanno chiesto due giornate di sciopero e poi ci hanno venduto e non date la colpa ai lavoratori .hanno paura? certo si sono resi conto che il sindacato non ti difende anzi fà accordi sporchi ma la paura può diventare rabbia ATTENZIONE
RispondiEliminain alcuni negozi stanno dicendo che se non voti si perdi la pausa il premio aziendale ecc. ma chi ci dice che poi non succeda lo stesso perchè quelle grandi menti sindacali non hanno rinnovato il contratto integrativo perchè sedersi ad un tavolo con un'azienda che non vuole rinnovare il contratto di lavoro sono collusi è l'unica risposta che mi viene in mente l'art 141 è tutta una balla il sindacato dovrebbe informare invece mente spudoratamente ma no hanno capito niente oggi l'azienda si compra le nostre vite comprando i sindacati
RispondiEliminaNel mio negozio non ci sono nessun volantino o manifesto per il referendum ma una copia dell' ipotesi dell' accordo del 22 gennaio 2016 dove occorre sfogliare fino alla pagina 7 per leggere che verrà sottoposto ai lavoratori entro il 29 febbraio non c' è nessuno riferimento nella bacheca alla vista dei lavoratori che riguarda il referendum del 26 /27 febbraio
RispondiEliminaGrazie a questo accordo l'Azienda ha comunicato ai propri dirigenti e assistenti di avere diritto al voto per il referendum, ma visto che sono esclusi dalla programmazione del lavoro domenicale secondo voi come voteranno?
Al referendum si parla per il SI o NO a questo accordo , ma non si spiega cosa succede ai lavoratori se vince il NO nessuno ha la certezza del dopo.
A questo accordo io voterò NO.
Una chiave di lettura della faccenda referendum potrebbe essere la seguente.
RispondiEliminaUna recente sentenza della Corte di Cassazione (la n. 16592/2015 - testo integrale!) stabilisce che il lavoro festivo, compreso quello domenicale, non può essere imposto al dipendente.
L'unica eccezione è rappresentata dall'avere inserita la domenica obbligatoria nel contratto individuale (presente solo nei contratti recenti).
La sentenza non è derogabile nemmeno dai CCNL.
Nell'impossibilità di fare accettare con una firma la domenica obbligatoria a ciascun dipendente che non l'ha nel suo contratto (chi firmerebbe?), si cerca di fargliela accettare attraverso un referendum.
Il Sì mostrerebbe infatti che l'insieme dei lavoratori è d'accordo con l'ipotesi d'accordo sulle domeniche, il quale, sostiene apparentemente la volontarietà della domenica, ma nasconde dietro l'angolo la possibilità d'imporla in seguito, qualora ve ne fosse la necessità.
In tal modo si cercherebbe di aggirare la sentenza.
Chiedo conferma allo Staff.
Pienamente d'accordo.
RispondiEliminaFrancesco Capretti. Gam gas.
la cosa bella è che tutti proprio tutti sono contrari quindi attenzione ai brogli spero che gli rsu rsa siano onesti e non si prestino a giochetti strani e spero vogliate pubblicare con la massima velocità i risultati
RispondiEliminaforse nelle bacheche sindacali dovreste scriverlo che il 141 senza accordo non si applica
RispondiElimina