Sciopero 19 dicembre parte seconda,... ma i lavoratori?
Buongiorno a tutti, sabato 19 dicembre andrà in scena la seconda
giornata i mobilitazione per lo sciopero contro Federdistribuzione (associazione di rappresentanza della grande distribuzione, di cui Esselunga fa parte), con conseguente MANIFESTAZIONE NAZIONALE che si terrà a MILANO, con partenza del corteo alle 10:30, ritrovo per la partenza sarà in corso venezia ( fermata metrò Palestro).
Le motivazioni sono sempre le stesse, che vedono il contratto del nostro settore bloccato ormai da due anni (con conseguenti arretrati), con richieste da parte di Federdistribuzione che puntano alla riduzione retribuiva e dei diritti. Per approfondire clicca QUI.
Non vogliamo dilungarci sull'importanza della riuscita dello sciopero, che ci appare scontato solo il fatto di provarci, o tanto meno convincere chi ci legge a scioperare, anche perchè se se ne comprendono le ragioni, difficilmente non si potranno condividere, ma in realtà ci piacerebbe capire cosa pensano realmente i lavoratori di Esselunga, cosa li spinge o non li spinge a partecipare alle assemblee o ad un sciopero, cosa non gli permette di collaborare con le RSU che loro stessi (i lavoratori) hanno votato.
Forse la paura? l'egoismo? il menefreghismo? La paura di perdere il buon rapporto (magari di amicizia, o di stima) con il capo reparto o direttore, e quindi di rimanere fuori dal "giro"?, O ancora per una questione economica? Per una questione morale? Perche non si crede nel Sindacato o in un certo tipo di sindacato o in quel sindacato? Per paura di essere spostati dal negozio di appartenenza o essere presi di mira? O ancora, si preferisce forse un'altro tipo di protesta, magari come fanno in Giappone che ci si mette una fascia al braccio mentre si lavora?
Cos'è in sostanza che fa apparire una tessera spesa da 50 euro più importante e gratificante di 85 euro di aumento ( al 4°liv.) mensile a regime, per sempre, su 14 mensilità, di 20,66 euro mensili (sempre su 14 mesi) di scatti di anzianità che non matureremo, se verranno bloccati gli automatismi, o ancora del fatto che non si conteggeranno più 13° e 14° ai fini del calcolo del tfr annuo (e si parla di circa 200 euro in meno all'anno, per un full-time, e riproporzionato per il part-time), cos'è che non fa percepire tutto questo come una anomalia?
Ma badate bene, con questo non vogliamo giudicare nessuno, al contrario vorremmo capire, tramite le assemblee, i commenti a questo post sul blog (ricordate che i commenti sono anonimi, se vorrete), attraverso le mail all'indirizzo cambia.liberamente@gmail.com ,o direttamente dalla vostra persona, il vostro pensiero, per capire come vivete queste situazioni, o se vorreste forme alternative di protesta e quali.
Perché al di là di come la si pensi, in questo caso "il prezzo da pagare" ci sembra troppo alto perché non si scelga di stare dalla propria parte anziché da quella dell'azienda.
Chi desidera partecipare alla manifestazione di Milano, chieda Info alla propria RSU di negozio,
a risentirci, e speriamo come al solito nella vostra partecipazione attraverso i commenti a questo post.
Lo staff di cambialiberamente.
Buongiorno a tutti, sabato 19 dicembre andrà in scena la seconda
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| Foto: milano.repubblica.it |
Le motivazioni sono sempre le stesse, che vedono il contratto del nostro settore bloccato ormai da due anni (con conseguenti arretrati), con richieste da parte di Federdistribuzione che puntano alla riduzione retribuiva e dei diritti. Per approfondire clicca QUI.
Non vogliamo dilungarci sull'importanza della riuscita dello sciopero, che ci appare scontato solo il fatto di provarci, o tanto meno convincere chi ci legge a scioperare, anche perchè se se ne comprendono le ragioni, difficilmente non si potranno condividere, ma in realtà ci piacerebbe capire cosa pensano realmente i lavoratori di Esselunga, cosa li spinge o non li spinge a partecipare alle assemblee o ad un sciopero, cosa non gli permette di collaborare con le RSU che loro stessi (i lavoratori) hanno votato.
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| tratta da www.ilovetorino.com |
Forse la paura? l'egoismo? il menefreghismo? La paura di perdere il buon rapporto (magari di amicizia, o di stima) con il capo reparto o direttore, e quindi di rimanere fuori dal "giro"?, O ancora per una questione economica? Per una questione morale? Perche non si crede nel Sindacato o in un certo tipo di sindacato o in quel sindacato? Per paura di essere spostati dal negozio di appartenenza o essere presi di mira? O ancora, si preferisce forse un'altro tipo di protesta, magari come fanno in Giappone che ci si mette una fascia al braccio mentre si lavora?
Cos'è in sostanza che fa apparire una tessera spesa da 50 euro più importante e gratificante di 85 euro di aumento ( al 4°liv.) mensile a regime, per sempre, su 14 mensilità, di 20,66 euro mensili (sempre su 14 mesi) di scatti di anzianità che non matureremo, se verranno bloccati gli automatismi, o ancora del fatto che non si conteggeranno più 13° e 14° ai fini del calcolo del tfr annuo (e si parla di circa 200 euro in meno all'anno, per un full-time, e riproporzionato per il part-time), cos'è che non fa percepire tutto questo come una anomalia?
Ma badate bene, con questo non vogliamo giudicare nessuno, al contrario vorremmo capire, tramite le assemblee, i commenti a questo post sul blog (ricordate che i commenti sono anonimi, se vorrete), attraverso le mail all'indirizzo cambia.liberamente@gmail.com ,o direttamente dalla vostra persona, il vostro pensiero, per capire come vivete queste situazioni, o se vorreste forme alternative di protesta e quali.
Perché al di là di come la si pensi, in questo caso "il prezzo da pagare" ci sembra troppo alto perché non si scelga di stare dalla propria parte anziché da quella dell'azienda.
Chi desidera partecipare alla manifestazione di Milano, chieda Info alla propria RSU di negozio,
a risentirci, e speriamo come al solito nella vostra partecipazione attraverso i commenti a questo post.
Lo staff di cambialiberamente.


. Quella dei sindacati è una lobby che solo in minima parte si finanzia con le quote degli iscritti. Il grosso del “bottino” lo fa tramite gli Enti Bilaterali, istituti privati costituiti pariteticamente dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro. Obbiettivo di questi enti sono le attività come la formazione professionale e di sicurezza del lavoro tramite l’erogazione di prestazioni assistenziali ai lavoratori, le certificazioni dei contratti di lavoro e le conciliazione. Se poteste accedere ai registri degli Enti Bilaterali queste prestazioni sono raggruppate nei registri sotto le voci “quote di assistenza contrattuale” o “gettoni di presenza”. Ad esempio analizzandole cifre della Filcams, sindacato di categoria della Cgil, si scopre che, come riportato in un articolo del Fatto Quotidiano (link) , “i ricavi per contributi sindacali, le tessere, ammontavano a 1,7 milioni di euro mentre quelli per le “quote di assistenza contrattuale” erano molto più alti, 2,15 milioni e 685 mila euro provenivano da “gettoni di presenza”. Solo il 37 per cento delle entrate, quindi, proveniva dalle tessere degli iscritti, meno della metà del totale.” In totale, per quanto riguarda i contratti del Commercio e del Terziario, – riporta ancora il Fatto Quotidiano – i 2,15 milioni vanno moltiplicati per tre, anche per Cisl e Uil, e poi per due considerando la parte datoriale: un business da 15 milioni di euro che entra nelle tasche dei sindacati grazie alla pratica del “silenzio assenso”. Se non si vuole che il sindacato prelevi la tassa, è il dipendente a dover mettere per iscritto il rifiuto, ma ovviamente sono in pochissimi a saperlo!
RispondiEliminaUna cosa è certa: questi enti bilaterali sono un sistema ben congegnato e confuso di sigle, organismi, cariche difficilmente districabili. Dato che sono regolati dal diritto privato non sono soggetti a particolari controlli, e in un contesto simile è facile farsi scappare la mano. Proprio per questo, il M5S vuole vederci chiaro. A questo punto ad ogni livello istituzionale i pentastellati andranno a fondo della questione per mettere fine a questa mangiatoia senza fine sulla pelle di chi lavora!
Forse anche per questo...
Il discorso è molto ampio e complesso. Io aggiungo solo un piccolo tassello. Si parla di "recupero della produttività". Non dico che all'esselunga c'è gente che timbra in mutande come i vigili di sanremo ma poco ci manca... Perciò la soluzione qual è? Gli "indeterminati" sono intoccabili, allora (ri)tocchiamo gli stipendi e sfruttiamo fino al midollo i precari. Voi ve la sentite di dire che i lavoratori stanno facendo bene la loro parte, e quindi tocca all'azienda fare la sua, non abbassando, ma magari pure alzando gli stipendi? Io no, per questo non sciopero.
RispondiEliminaIo credo che i lavoratori "semplici" senza incarichi di responsabilità, non possano fare molto di più di quello che già fanno per aumentare ancora la produttività (ricordiamoci che parliamo di Esselunga), il vero dramma che abbatte la produttività e e aumenta il costo del lavoro e di conseguenza non rende possibile un salario più adeguato, sono proprio loro, ispettori, ispettori degli ispettori, capi area (sappiamo che da noi ci sono moltissime figure di controllo), direttori e capi reparto che per aggiudicarsi i premi trimestrali cercano di utilizzare per il minimo sindacale i lavoratori e come vedono una attimo il negozio vuoto ti mandano a casa in Up o ferie, cosicchè il servizio alla clientela diventa scadente, con code interminabili ai banchi gastronomia...tanto la gente se ha fame aspetta... e scaffali al limite del vuoto...tanto la prendono domani... a volte ci si chiede se "ai piani alti" siano al corrente di ciò che accade nei negozio in cui lavoriamo...
EliminaEBBENE IO SCIOPERO ANCHE PER QUESTO.
La differenza VERA sta nel fatto che dall'ispettore in su, la responsabilità è individuale. Anche per i responsabili dall'assistente al direttore, l'azienda può rivalersi "singolarmente" sugli inadempienti. Mentre quando sono gli operai nel complesso a non essere produttivi, bisogna rivalersi su TUTTI tagliando gli stipendi. Questo è ingiusto e io giungerei volentieri ad un compromesso limitando le "tutele" degli indeterminati, in cambio ovviamente del mantenimento (o anche aumento) dei compensi economici attuali.
EliminaConcordo, up ferie e ore recuperate, tutto pur di arrivare al premio di fine anno, poi quando arrivano gli ispettori si cagano sotto e inizia il balletto del corri di qui, sistema di là, tira avanti e pareggia. Ma lo sciopero non servirà a fermare tutto questo. ......e penso che anche gli ispettori ne siano al corrente , ci vorrebbero meno capi, che costano un botto e non producono e più braccia ........
RispondiEliminaSarebbe ora che i sindacati cominciassero a raccontare la verità sui motivi di questa crisi che porterà al graduale smantellamento dei diritti dei lavoratori e dei cittadini. Questo è un estratto di un bollettino della BCE rilasciato proprio in questi giorni: "I paesi dell’eurozona, specialmente quelli più colpiti dalla crisi, hanno compiuto ampi programmi di riforme strutturali. Ciò è confermato dai cambiamenti nella legislazione a tutela dell’occupazione, con le riforme del mercato del lavoro che sono state realizzate in misura maggiore dai paesi in difficoltà. Queste riforme hanno incluso la decentralizzazione del processo di contrattazione salariale collettiva, con maggiore contrattazione a livello delle aziende, riduzione dei programmi di indicizzazione salariale automatica, riduzione degli accordi collettivi, aumento della flessibilità negli orari di lavoro e riduzione dei costi di licenziamento e assunzione"
RispondiEliminaCe lo dicono chiaramente a cosa servono le tanto sospirate "riforme strutturali" richieste dall'Europa.
Ecco quale è il vero problema. Le varie istituzioni europee non esitano a distruggere i diritti dei cittadini europei per mantenere in vita questo carrozzone immondo che è l'eurozona. Ecco cari sindacalisti, cominciate a raccontarci come stanno veramente le cose e vedrete che la risposta dei lavoratori vi sbalordirà.
Questo il link con la traduzione in italiano per chi fosse interessato ad approfondire.
http://vocidallestero.it/2015/12/17/bce-la-rigidita-dei-salari-verso-il-basso-e-il-ruolo-delle-riforme-strutturali-nelleurozona/
Veramente questo è ciò di cui i sindacati parlano in continuazione, non capisco cosa vuoi dire con il tuo commento...
EliminaVoglio dire che a parte rare eccezioni (Giorgio Cremaschi ad esempio) non vedo molti sindacalisti in giro che si dichiarano favorevoli, senza se e senza ma, allo smantellamento dell'Ue e dell'euro. non farlo vuol dire avallare le politiche di austerità che ci stanno massacrando.
EliminaSinceramente non sono in grado di seguire questo tipo di argomentazione ma credo che vada decisamente oltre le ragioni dello sciopero che si possono affrontare senza mettere in discussione le istituzioni politiche e monetarie continentali...
Eliminavisto che a chi non concorda con lo sciopero, ormai unico mezzo per poter rivendicare qualcosa, stà bene ciò che l'azienda gli riconosce, vorrei che un domani, quando si otterrà un qualsiasi miglioramento retributivo e contrattuale, non gli venga riconosciuto. Prego tutti giorni che questi poracci si ritrovino come meritano...
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