Liberalizzazioni:
tutti moderni (con il tempo libero degli altri)
Il Governo dei lugubri tecnici ne ha combinate parecchie.Monti viene ricordato per la sua austerity, la grisaglia, il cagnolino della Bignardi e soprattutto per il suo ministro gemente Elsa Fornero ideatrice di una scellerata riforma pensionistica, di cui in molti stanno pagando e pagheranno le conseguenze.
I dipendenti delle grandi catene della distribuzione organizzata lo ricordano soprattutto, e non proprio con affetto, per il
provvedimento di liberalizzazione totale degli orari commerciali, una cui ipotesi di parziale modifica è ora in discussione al senato.
Da quel fatidico giorno, in occasione di ogni festa comandata l’opinione pubblica si divide in due accese tifoserie: da un lato prevalentemente i lavoratori di queste imprese (ma anche Confcommercio, Confesercenti, la Curia) , dall’altro i consumatori o meglio i teorici della bulimia da consumo come sinonimo di modernità.
Molti dei provvedimenti di Mr. Monti venivano giustificati con la famosa frase “Ce lo chiede l’Europa”.
Dopo alcuni anni risulta che l’Europa ci abbia chiesto parecchie cose per comprendere fino a che punto potesse arrivare il nostro masochismo.
Per fare un esempio a caso, ad Amburgo, il supermercato più liberista apre da lunedì al sabato dalle 8.00 alle 21.00. Molti esercenti invece chiudono addirittura nel primo pomeriggio, il sabato.
Gli Amburghesi (come tutti i tedeschi) hanno un mercato del lavoro assai flessibile, con orari assai flessibili e annessi problemi di conciliazione (per rispondere all’ opinabile e malmostoso articolo di Stefano Feltri su Il Fatto Quotidiano), una vita incasinata quanto o forse di più dei Milanesi, eppure non sentono l’impellente bisogno di uno yogurt alle 3 di notte e sanno farsi probabilmente una ragione se il Primo Maggio si accorgono di essersi dimenticati di acquistare i crauti da accompagnare allo stinco.
Paiono essere cioè riusciti nella titanica impresa di rimanere persone raziocinanti pur vivendo nella città più ricca della Germania, senza trasformarsi fisiologicamente in consumatori compulsivi. In fatto poi di modernità una metropolitana funzionale e funzionante, treni regionali veloci, puntuali e puliti, li consoleranno certamente di non potersi fregiare di un Carrefour h24.
Esaurita l’argomentazione che il sempre aperto fa “cool” i liberalizzatori del tempo altrui prendono in genere ad accanirsi contro cassiere e commessi che si lamentano quando invece:
a) dovrebbero ringraziare se hanno un lavoro con tanta gente a spasso.
b) dovrebbero pensare a infermieri, vigili del fuoco, autisti, ferrovieri, militari, poliziotti.
La prima argomentazione di attacco è in linea con la filosofia dell’epoca, del JobsAct, secondo cui la quantità del lavoro si sostituisce alla sua qualità, e un lavoratore che ha dei diritti o ambisce a conservarli si deve un po’ vergognare, e sbrigarsi a convertirsi alle religione delle tutele crescenti che poi crescenti non sono quando a crescere sono solo precarietà e paura. C’è sempre chi sta peggio. Non è però che stando tutti peggio si aumenti l’indice di gradimento di questa vita.
La seconda la dice lunga su quanto Amburgo sia lontana non tanto geograficamente ma culturalmente: vengono infatti paragonati lavoratori di servizi pubblici essenziali con lavoratori che di essenziale non sono chiamati a garantire nulla. A meno che un etto di mortazza il 25 aprile possa salvare un vita umana.
Sempre loro poi non risparmiano (e come sarebbe possibile) i sindacati, che invece di fare inutili battaglie di retroguardia dovrebbero contrattare condizioni migliori per i lavoratori. Andrebbe spiegato a questi ideologi dello shopping che la contrattazione non è un diritto esigibile tou court (magari!) e che gli accordi che un po’ ovunque si stanno facendo non sono in grado di sciogliere tutti i nodi...
Cercare poi intese con aziende che licenziano in massa i dipendenti, come Auchan (con buona pace di un altro cavallo di battaglia dei nostri liberalizzatori del tempo altrui: “Le aperture creano occupazione”) o che gli accordi li disdettano come Carrefour, le Coop, Ikea, non è propriamente,di questi tempi, un automatismo.
Per queste imprese la domenica è divenuta la seconda giornata di maggiori incassi, incassi in parte orientati da promozioni mirate, incassi che si spostano da altre giornate, incassi che manco per sbaglio vengono destinati almeno in parte agli addetti che le domeniche come nei festivi consentono materialmente che le serrande si alzino. Ma non è tutto oro quello che luccica. La scelta tanto a la page di Carrefour di aprire la notte (scelta fortemente contestata dalle organizzazioni sindacali) non è indice di chissà quale strategia avanzata di marketing, bensì del tasso di disperazione di una azienda in crisi, per la quale la prossima trimestrale di cassa è l’unico orizzonte possibile su cui giocare il tutto per tutto.
Una recente sentenza della Corte di Cassazione che salvaguarda il diritto del lavoratore di astenersi dalla prestazione festiva, porrà forse un freno agli appetiti famelici di molte aziende del settore che si erano spinte a prevedere nelle lettere di assunzione l’obbligo di lavorare a Natale. Basterà?
Di sicuro questo provvedimento di civiltà non risolve il quesito di fondo, che non è esauribile nella diatriba tra moderni e reazionari, consumatori e commessi, sindacati e imprese, ma ci interroga sul grado di analfabetismo culturale che la nostra società è disposta a tollerare. È in ballo cioè che tipo di paese siamo e/o vorremmo diventare. Ipermercati aperti 365 giorni, magari h24, riflettono attraverso le vetrine immagini di miseria sociale e non di opulenza.
Andare a fare la spesa la domenica o il 25 aprile può essere una opportunità che con un minimo di organizzazione si può evitare di cogliere senza conseguenze letali.
Evitare di portare i bambini al centro commerciale a svernare, preferendo un parco o una mostra, non può che fare bene al loro futuro e al nostro presente.
Che la notte poi porti consiglio forse è vero, di certo la notte non c’è bisogno di scorrazzare per un supermercato per farsi venire idee, come suggerisce in uno spot Francesco Facchinetti. Fortunatamente qualcuno che sta dalla parte delle cassiere e delle loro famiglie, del tempo investito e non riempito di vuoto, o peggio, da altri sfruttato c’è, e guarda caso si chiama Francesco anche lui, ma di mestiere fa il Papa, paradossalmente raggiunge altissimi tassi di produttività la domenica e i festivi e non…a proposito che lavoro fa il figlio dei Pooh?

Stesse identiche parole che uso io da anni quando mi ritrovo a dover parlare con conoscenti clienti della domenica. Però sono convinta di una cosa: solo chi c'è dentro può capire.
RispondiEliminaBrava Elena! .... io ci sono dentro ormai... sono uno di quelli con il nuovo contratto!!!! e non so se è giusto vendere la mortadella il 25 aprile o no, so solo che sono 5 mesi che non riesco più a passare una domenica con la mia famiglia perchè nessuno vuole lavorare e io per poter mangiare ho dovuto firmare un contratto FULL TIME domenicale!!!!
EliminaChe te l'abbiano detto ne son sicuro, che te l'abbiano fatto firmare pure... Ma mi chiedevo, ma siam sicuri che esiste un contratto fulltime domenicale? Io parlo di Esselunga eh, so' che STRANAMENTE lo presentano principalmente ad allievi assistenti( chiaramente i più ricattabili per tanti motivi) ma dire che e' fumoso e' chiaramente un eufemismo( poi chiaro uno accetta perché' non può' fare altrimenti, non voglio fare il disfattista)!
EliminaMi piacerebbe sapere se e' legale un contratto del genere e magari qualche link che mi spiegasse come sia possibile, in caso affermativo...
Anonimo, per quale motivo non dovrebbe essere legale un fulltime domenicale? Che per la cronaca ti confermo anche io che ce ne sono in azienda. Anzi credo che non assumano più nessuno (giustamente) senza la domenica obbligatoria. Tutte le categorie del mondo lavorano la domenica, tranne gli impiegati (alcuni). E tra l'altro la maggior parte non sono pagati di più per lavorare la domenica.
EliminaMa io dico, perchè una persona deve essere obbligata a lavorare di domenica, non sarebbe sufficente rivolgersi ai milioni di Stefano sparsi per la nostra penisola, c'è proprio bisogno di umiliare le persone obbilgandole, viva l'italia una paese libero...
EliminaEh? in Esselunga esistono fulltime con la domenica che non siano assistenti? Io, in tutte le Esselunga che ho girato, non ne ho MAI incontrato nessuno, possibile( escludendo i suddetti assistenti,chiaro)?
RispondiEliminaA me sembra fumosa questa cosa, perché a loro raccontano che hanno l’obbligo della domenica, pero’ lavorano solo se servono, altrimenti stanno a casa... Se ce l’ho di contratto non esiste un clausola simile, dai, mi sembra palese... Cosa sono, a chiamata? Saro’ negativo io, ma sapete secondo me cosa fanno? I fulltime son rimasti esattamente come sempre, solo che gli viene raccontata 'sta fandonia( sempre ai soliti addetti), di modo che poi quando lavorano la domenica basta spostargli le ore lavorate in settimana e zac, lavoro domenicale non pagato come tale... Mi sto sognando le cose? Probabile, pero’ mi piacerebbe vedere dove sta scritto in ESSELUNGA che si possa avere fulltime con le domeniche, per curiosità,eh!
Il mio commento si riferiva al commento di Stefano,ovviamente...
RispondiEliminaCaro Stefano,a volte sembra che tu faccia apposta a stuzzicare risposte che mettano in cattiva luce il blog agli occhi dell'azienda. hai mai avuto bisogno di un pronto soccorso di domenica dove ti dicono di tornare il giorno dopo perchè manca il radiologo,o l'oculista..o cercare una farmacia aperta nei festivi? hai mai trovato un asilo aperto di domenica o nei festivi dove una madre, magari sola,possa portare il proprio bambino perchè deve lavorare? nessuno dice che non si debba lavorare la domenica a prescindere, ma almeno regolamentarla e dare a tutti la possibilità di stare un po' con propri cari,che siano familiari o amici. buona serata.vincenzo
RispondiEliminaNon avresti link dove fosse la cosa un po’ più approfondita( non e' polemica eh, e’ interesse mio personale)? Perché io pure ai sindacalisti ai quali ho chiesto, nicchiano come se ci fosse sotto qualcosa( mah, non so’, devo chiedere... E poi non arriva risposta)... Che lo si faccia e che lo si possa fare per me sono due cose diverse, sinceramente... Converrai con me che anni fa anche se c’era il limite orario NESSUNO lo rispettava, fino a quando la legge invece si e’ inasprita ed allora anche 5 minuti in piu' sembravano una tragedia; in alternativa le 11 ore tra un turno e l’altro? Oppure le ore massime lavorate al giorno? Tutte queste cose sono regolamentate ma vengono regolarmente disattese...
RispondiElimina" lei presta quindi sin d'ora il suo consenso all espletamento della sua prestazione lavorativa ordinaria di domenica. In più si aggiunge:" con la sottoscrizione della presente lei esprime altresì il suo consenso allo svolgimento di attività lavorativa straordinaria nelle giornate considerate festive a sensi ..." Dove sta scritto che sia fulltime? Va benissimo(se così vogliamo dire) per i part time, ma non vedo nessun riferimento al tempo pieno...
RispondiEliminaQuello che ho scritto si riferisce ai full time, ovviamente non posso scrivere il contratto per intero, anche perchè l'obbligo del lavoro festivo (non quello domenicale) le part time domenicali non ce l'hanno, visto che il loro contratto fa riferimento solo a determinati giorni, e quindi negli altri giorni restanti, il part time potrebbe svolgere un altro lavoro, fino al limite del tempo pieno.
RispondiEliminaAd ogni modo i nuovi contratti sono come vi ho scritto, se qualcuno trovasse neo assunti ( sia full che part time) che non hanno la domenica di contratto ce lo faccia sapere.
Boh, saro’ io, ma ho trovato solamente neoassunti part time ( con la domenica ovviamente) oppure neoassunti fulltime assistenti con la domenica, nessun altro caso!
Elimina( se non puoi scrivere il contratto per intero - comprensibile- puoi magari condividerlo via cloud?)
Vincenzo ti garantisco che i miei commenti non hanno nessun altro fine a parte esprimere la mia opinione e confrontarla con altre. Certo, sulla trattativa sindacati-azienda per la regolamentazione delle domeniche io mi trovo al 90% d'accordo con la proposta dell'azienda e mi sembra che i sindacati non l'accettino solo per far vedere che riescono a ottenere qualcosa di meglio. Meglio per chi poi non si sa... Ad ogni modo aspetto un democratico esito della trattativa e poi ognuno si adeguerà alle conseguenze.
RispondiEliminaCome da copione( ormai e’ passata quasi una settimana dall’ultima richiesta), prima e’ stato chiesto un link dove fosse spiegata la cosa dei contratti--->niente, poi di condividere via cloud--->ariniente...
RispondiEliminaCito più sopra "Perché io pure ai sindacalisti ai quali ho chiesto, nicchiano come se ci fosse sotto qualcosa( mah, non so’, devo chiedere... E poi non arriva risposta)...”
Sara’ una dimenticanza(voluta o meno), sara’ quello che volete, ma anche qui, stringistringi, pare essere la solita manfrina...
Ehm, se sapessi il mio nome cosa cambierebbe, di grazia( come se l’opzione””Rispondi come anonimo” l’avessi voluta io, tra l’altro)? A me sembra di averne fatte di domande, ma di non aver ricevuto risposte( in alternativa, tanti, “non so, devo chiedere, e’ così,sulla fiducia, ma non posso scrivere tutto ecc ecc”)
RispondiEliminaNella mia esperienza di tutti giorni vedo chi ha scelto di essere sindacalista diviso in tre gruppi: chi ha le mani in pasta, chi lo fa per “difesa” personale e una PICCOLISSIMA parte che fa ciò che hai detto appena sopra( ammirevoli, eh sia chiaro, non voglio certo sminuirli, anzi, ma ripeto, per mia esperienza, di sicuro sono la minoranza)
Che io sia decisamente critico e’ vero, che non apprezzi ciò che si fa per i propri stessi colleghi come potrei non farlo?
Io personalmente sono SEMPRE andato a tutte le assemblee sindacali, negli anni, eh, intendiamoci.
Ma cio’ non di meno ne deriva la consapevolezza delle incongruenze di cui sopra...
Quindi :
- Fulltime con la domenica e’ possibile( sembrerebbe di sì, a quanto ho visto), link?
- Il contratto e’ cambiato in questi anni, in che parti? Link?
- Cisl e Uil avevano trovato l’accordo nel 2011, la CGIL no, ma attualmente sembra invece che pure quest’ultima sia salita sul carrozzone, sbaglio? Link?
Grazie
Anonimo, io non sono un sindacalista ma ti confermo che anche nel mio reparto c'è un full time assunto a marzo 2015 con domenica obbligatoria. Sinceramente mi sembra strano che nel tuo negozio (che a questo punto suppongo sia una realtà piccola e isolata) non ci siano ancora state assunzioni di questo tipo, altrimenti ti basterebbe chiedere a chiunque di qualsiasi altro reparto, ti risponderanno che le assunzioni ad oggi vengono fatte solo con domenica obbligatoria. Come è assolutamente giusto che sia, ritengo io. E se leggerai il CCNL aggiornato al 2011 noterai che circa la metà delle domeniche (12 + il 30% delle altre 40 = 25) sono GIA' obbligatorie per TUTTI. Ma siccome c'è questa trattativa portata avanti con tutta la calma del mondo da ANNI, ancora l'azienda non fa valere questa regola... Così nel mentre che l'azienda e i sindacati si mettono d'accordo su quante domeniche devono fare i vecchi contratti, i nuovi le fanno TUTTE, a prescinedere.
RispondiEliminaStefano questa volta mi trovi d'accordo, in attesa dell'esito della trattativa chi ci rimette sono sicuramente i lavoratori che hanno la domenica obbligatoria , ma devo precisare che ( e lo dico perché assisto alle trattative), l'azienda, a prescindere dall'esito della trattativa, continuerà ad assumere lavoratori con la domenica di contratto , inoltre nelle proposte sindacali, si sta chiedendo all'azienda, a fronte di un accordo, di liberare da qualche domenica obbligatoria sia part time che full time che ce l'hanno inclusa, ma su questo proposta l'azienda non sembra volerci sentire, soprattutto per quanto riguarda le part time domenicali. Per cui Stefano non pensare però che un eventuale accordo salverà completamente i neo assunti domenicali ( purtroppo ). Davide Dimatteo esselunga saronno
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