3° Incontro Nazionale sul Lavoro Domenicale
Ecco qui il resoconto di quello che è avvenuto durante il suddetto incontro del 26 giugno a Bologna e al quale alcuni di noi hanno partecipato.
L'azienda rappresentata dal Dott. Lattuada, inizia la discussione facendo circa un' ora di premesse, snocciolando una serie di dati riguardanti l'andamento aziendale, le nuove aperture (v.le Adriano, Casale e Sesto Calende) e tre chiusure per ristrutturazione (Papiniano, Cortefranca e Camerlata) comunicandoci che per i dipendenti di questi negozi è stata chiesta la cassa integrazione straordinaria, con riapertura prevista per fine anno, ad esclusione di “Camerlata” (CO), negozio da sempre problematico causa burocrazia. E’ stato spiegato inoltre che le dimensioni in metri quadrati delle nuove aperture sono sostanzialmente due 4500mq. e 2500mq., nel complesso per quanto riguarda le nuove aperture fanno sapere che ne sono previste ulteriori, a Carpi (MO) e anche Roma città, ma ci sarebbero i soliti problemi burocratici legati anche alla travagliata situazione politica del comune di Roma, e nuove aperture sono previste in Toscana.In sostanza si sottolinea, che mentre la concorrenza “arranca”, quindi con chiusure, licenziamenti, cassa integrazione, trasferimenti forzati, disdette di contratti integrativi a raffica, Esselunga investe costantemente in attualizzazione di vecchi negozi e nuove aperture.
L’andamento generale di questi primi sei mesi dell’anno pare essere discreto, c’è stata una buona ripresa dei consumi e in generale l’Azienda è in crescita, anche se minima, grazie alle nuove aperture. Vengono poi forniti anche dati riguardanti l’occupazione che consta di 21.500 lavoratori.
Questa premessa da parte dell’Azienda, ci pare mirata a far capire alla controparte (le organizzazioni sindacali) la solidità dell’Azienda, delle proprie scelte ponderate, la quale ci conferma che continuerà comunque ad assumere Part-Time e Full-Time domenicali a prescindere da eventuali accordi.
Le attuali aperture domenicali dei 152 punti vendita sono: 81 aprono con orario 9-20; 51 aprono con orario 9-14; 20 negozi rimangono chiusi, a breve qualche negozio 9-14 rimarrà aperto tutto il giorno, è stato inoltre riscontrato che la risposta della clientela alle aperture domenicali e molto favorevole e la domenica, come incasso, risulta il 2° o 3° giorno della settimana. A quanto si è potuto capire, è interesse aziendale far diventare l’organizzazione del lavoro domenicale molto più strutturata. Viene dichiarato inoltre di non essere interessati ad estensioni orarie come ad esempio aperture fino a mezzanotte o aperture H24.
A premessa terminata ci si addentra nella vera motivazione dell’incontro, l’organizzazione del lavoro domenicale appunto, e siamo portati a conoscenza della sua “idea” di accordo di massima:
nello specifico l’Azienda cercherà di trovare un accordo duraturo non (come dice il Dott. Lattuada) un “accordicchio”, premettendo che gli accordi sul lavoro domenicale che sono già stati “firmati”presso alcuni punti vendita resteranno in essere, l’Azienda chiede un accordo quadro nazionale che faccia da cornice ad accordi che si andranno a perfezionare territorialmente per essere più specifici alle singole esigenze dei negozi, il tutto ci si auspica che avvenga in tempi ragionevolmente ristretti. L’Azienda ribadisce che per lavorare bene, con efficenza e una buona organizzazione necessità di una disponibilità in termini di domeniche di:
24 OBBLIGATORIE per i lavoratori dei reparti DRO-GEM- CASSE
31 OBBLIGATORIE per i lavoratori dei reparti FRESCHI (PES-FEV-MAC-GAS)
numeri che a noi paiono fortemente sovvradimensionati.
In merito alla possibilità di alleggerire di qualche domenica i lavoratori con obbligo di prestazione domenicale, l’Azienda sarebbe disposta a concederne una a quadrimestre (quindi solo 3 all’anno!)
Per i/le Part-Time domenicali invece la risposta è stata negativa, niente alleggerimento, in questo caso l’Azienda ritiene che i loro contratti siano “blindati” per tradurre il pensiero aziendale sembra che ci dica questo:”...hanno firmato un contratto per questi giorni, quindi con la domenica inclusa e questo si fanno, punto....”, come se fosse stata solo una loro scelta.
Compensazioni domenicali: la straordinaria concessione aziendale sarebbe quella di poter compensare anche il lunedì (finora i compensativi si sarebbero dovuti fare da martedì a giovedì e raramente al venerdì), ma sappiamo che nella azienda in “real-time” spesso le cose vanno diversamente. Questo permetterebbe, a loro dire, di riposare 8 giorni dopo e quindi permetterebbe di stare a casa la domenica e il lunedì successivo, peccato, diciamo noi, che normalmente i figli vanno a scuola e il coniuge lavora, il sabato resta per l’azienda una concessione proibitiva(anzi un dogma), non ci sarebbero garanzie. L’azienda è d’accordo che per la scelta del personale che lavorerà la domenica si partirà con il criterio della volontarietà, e solo in seconda battuta verrano coinvolti (obbligati) i meno disponibili. Il tutto avverrà in coerenza dei rispettivi turni con programmazione trimestrale o quadrimestrale.
In sintesi la risposta delle organizzazioni sindacali nazionali Cgil-Cisl-Uil
Le richieste di presenza domenicale sono sempre troppo alte, le stesse del precedente incontro, va bene un accordo programmatico che possa valere ed avere un “peso” nel tempo, ma sarebbe giusto che comprenda tutta la platea dei lavoratori interessati, non è chiaro come si possa considerare i lavoratori part-time domenicali, come coloro che hanno scelto quel tipo di contratto, mentre in realtà si sa bene che non hanno avuto altre possibilità, e non è plausibile che non abbiano scampo o “alleggerimenti contrattuali” in merito alla loro sorte, in quanto un accordo dovrebbe prevedere di liberare dal lavoro qualche domenica anche per loro, che siano part-time o full-time domenicali, compito questo che devono perseguire comunque le organizzazioni sindacali che devono tutelare tutti i lavoratori ad ogni livello contrattuale.
Anche il sindacato non vuole fare un “accordicchio”, ma vi è volontà che l’eventuale accordo sia esigibile anche da parte dei lavoratori tutti, tenendo conto anche di esigenze specifiche, quali potrebbero essere ad esempio: genitori separati, legge 104, figli minori con disabilità, insomma importante che ci sia una “regia specifica” atta concretizzare reali aspirazioni di conciliazione TEMPI VITA e TEMPI LAVORO, nella meniera più naturale possibile.
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| Foto:EasyTrentino |
In risposta l’Azienda comunica che rispetto alle altre catene della DMO...
(distribuzione moderna organizzata) ha un numero decisamente superiore di lavoratori Full-Time, e che esse hanno a disposizione più Part-Time, e di queste, numerosi sono i domenicali.In chiusura l’Azienda si dimostra disponibile a rivedere la scaletta delle maggiorazioni domenicali, però nel suo insieme, da gennaio a dicembre, ribadisce che i part-time e i full-time domenicali sono due “mondi” a parte, e che verrano organizzati a seconda del contratto firmanto, sottolineando comunque che vi è spazio sufficiente per ridurre le “distanze” tra le parti, e sono pronti a calendarizzare un prossimo incontro prima dell’estate.
Le Organizzazioni sindacali confermano il loro interesse a proseguire, nel valutare un accordo serio, ma non è loro intenzione fare un accordo a tutti i costi. L’incontro finisce alle ore 14.30 circa.
Le nostre impressioni dirette in merito all’incontro:
L’azienda sembrava poco convinta nel voler affrontare un’accordo serio al riguardo del lavoro domenicale, forse in virtù del fatto che ancora non è stato firmato il contratto nazionale di Federdistribuzione e magari preferirebbe abbandonare il tavolo delle trattative, ed esigere quanto disposto dal CCNL 2011 (quello al quale ci si riferisce) così da non doversi muovere da sola e creare un precedente “scomodo” come azienda, essendo parte integrante di Federdistribuzione la loro associazione di categoria.(ad esempio la loro Confindustria)
In secondo luogo dobbiamo tener presente che i tavoli di trattativa, sono come delle partite a scacchi, ci si scopre e ci si studia poco alla volta, e quindi abituiamoci al fatto che all’inizio, queste trattative, sono sempre poco rivelatrici, e le pedine, dal Re alla Regina passando per alfieri, cavalli e torri, si “muovono” sullo scacchiere con calma, pensando sempre alle possibili mosse della controparte in quanto ogni passaggio è sempre molto importante per la mossa successiva.
Vi terremo aggiornati…
Clicca QUI per visionare il verbale ufficiale sull'incontro di bologna della Filcams Nazionale.
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CambiaLiberamente Staff

Secondo me c'è un primo punto imprescinidible: se la domenica non è più il giorno di riposo allora il sabato non può assolutamente essere il giorno in cui non si riposa. Se si lavora tutti i giorni, si riposa tutti i giorni, punto. Detto questo, io accetterei i 24(31) giorni richiesti. Accetterei di non toccare i domenicali obbligatori perché giustamente hanno già un accordo. e sostituirei la questione della volontarietà con un organizzazione programmata UGUALE per tutti. In cambio cercherei di rivedere il più possibile le maggiorazioni. Io parlo da persona di 25 anni senza moglie e figli e il cui unico interesse per ora è guadagnare più soldi possibili facendo questo lavoro. Chiaramente chi può stare una giornata intera con la famiglia solo la domenica avrà altre esigenze ma io non le condivido. Perché comunque le liberalizzazioni sono state votate da un parlamento eletto con quasi 30 milioni di voti (parlo solo della maggioranza che appoggiava monti) e credo che molti di questi siano gli stessi che adesso si rifiutano di lavorare la domenica. Si facciano un esame di coscienza... Quando avremo una costituzione come quella tedesca che "vieta" di lavorare la domenica, allora non lavoreremo la domenica ma adesso non è così. Bisogna farsene una ragione...
RispondiEliminaCaro Stefano. vorrei ricordarti che nella nostra costituzione era previsto che fossero le regioni e i comuni a decidere con le parti sociali le aperture o meno nei giorni festivi..vorrei ricordarti che il governo monti,come il governo letta,come il governo renzi non sono stati eletti da nessuno ma sono solo un "pasticcio" politico..vorrei ricordarti che quando un giorno avrai anche tu una famiglia,e te lo auguro di cuore, questi discorsi da egoista non li farai più..ma sarà troppo tardi..e l'esame di coscienza se lo devono fare tutti quei lavoratori che in questi anni hanno pensato solo al proprio orticello...e adesso ne paghiamo le conseguenze..un saluto. Vincenzo
RispondiEliminaOrmai è un dato di fatto che tutti fanno la spesa di domenica come se non più degli altri giorni. Perciò abbiamo una DOMANDA e un'OFFERTA che vanno di pari passo, e in mezzo, d'intralcio, c'è il folle rifiuto nostro di lavorare la domenica. ma vi sembra normale? Se io avessi manifestato la non disponibilità a lavorare la domenica durante il periodo "a termine" mi avrebbero mandato via a calci nel culo... certo per chi è in altre posizioni è più facile rifiutarsi...
RispondiEliminaDomeniche chiusi punto e stop! Più gente nei luoghi turistici, parchi e laghi e rigenerazione di attività che chiudono proprio per colpa di questi giganti sempre aperti con liberazioni selvagge volute da nessuno se non da un elite eletta come governo tecnico per smembrare ancora di più diritti e libertà degli individui! Il gioco è come pac man mangi tutte le palline nel tabellone (€) una volta finite però finisce anche la partita! Ricordo che l'economia è in forte declino ovunque e che una attività su 4 riesce a restare aperta per miracolo! Altri giganti proprio del nostro settore lasciano a casa, solo questione di tempo prima che tocchi anche a noi se non ci si regolarizza con il tutto! Anche perché ricordiamo che vendiamo a gente che deve guadagnare! Costa di meno comprare fidel una volta al mese al supermercato ( di domenica) che andare con i propri figli a fare giretti!
RispondiEliminaSpiegami meglio la filosofia per cui l'economia è in forte declino ma noi la domenica andiamo al parco, per favore
RispondiEliminabravo davide,la penso proprio come te. e vorrei dire a stefano che tutti all'inizio abbiamo dovuto ingoiare bocconi amari per essere confermati,e uso un'eufemismo. ma poi si puo' anche rialzare la testa e fare il proprio dovere sul lavoro e allo stesso tempo lottare per mantenere i propri diritti e darne a chi non ne ha. e poi di quale domanda e offerta stai parlando? come ti ho già scritto un bel giorno Monti ha deciso di liberalizzare le aperture commerciali senza nessuna regola,mentre prima
RispondiEliminala rsu andava dal sindaco e insieme si cercava di trovare un'accordo che andasse bene per i lavoratori,l'azienda,la clientela e anche per i piccoli esercizi. cosi stavamo aperti una domenica al mese più le domeniche di dicembre,salvaguardando le festività. questo davvero non ti sembra che potesse bastare? un saluto a tutti. vincenzo
Io credo che il motivo per cui il tempo indeterminato sta perdendo valore è che la gente lo sfrutta per "alzare la testa". I proprio diritti andrebbero fatti valere sempre, non solo quando si è protetti. Altrimenti avremo sempre precari che devono dari il **** per compensare la nullafacenza di quelli col posto fisso. Ma questa è solo la mia opinione. Tornando ai fatti, nel mio negozio la domenica si incassa in 5 ore di apertura più o meno quanto Lun-mar-mer in 13 ore di apertura. Questa è la domanda di cui parlo. Se poi tu per qualche motivo personale, religioso o non so che altro, non vuoi lavorare nelle festività va benissimo. Io l'unica cosa che voglio è il rispetto delle 40 ore e dei 6 giorni su 7. L'azienda penso si debba occupare di soddisfare i clienti e non della "qualità della vita" dei lavoratori. A quella ci pensa la legge, che per inciso prevede le aperture domenicali.
RispondiEliminaCaro Stefano ti meriti un bel post di risposta.....(prossimamente) in merito alle tue ultime affermazioni, forse sei troppo giovane e alcune cose ti sfuggono...
RispondiEliminacaro stefano,forse non hai letto bene la mia risposta..ho parlato di FARE IL PROPRIO DOVERE sul lavoro e difendere i propri diritti. che cosa non ti è chiaro di questa frase?.. quindi non stò parlando di fancazzisti o altro...e poi vuoi il rispetto delle 40 ore e dei 6 giorni su sette..quindi vuoi il rispetto di un DIRITTO!!! ...e poi parli di "alzare la testa"?..mah......
RispondiEliminaStefano non andrebbe attaccato così malamente.
RispondiEliminaHa 25 anni, ha le sue opinioni che sa manifestare e analizzare, ma soprattutto legge e scrive su questo blog ( cosa da non tutti ).
Questi giovani vanno rispettati e ascoltati che a noi fa solo bene uscire un po' dai nostri confini mentali.
Ciao Stefano mi auguro che continui a essere sempre presente con le tue opinioni.
Francesco.
caro francesco non mi sembra che nessuno abbia attaccato duramente stefano. e come lui può scrivere quello che pensa gli altri hanno il diritto di replica. e il fatto che gli si risponda è perchè il confronto fà sempre bene. io lavoro in azienda da 30 anni e ne ho viste di ogni,nel bene e nel male. non ho mai denigrato l'azienda e mai lo farò. ma quando leggo certe cose non posso fare a meno di rispondere. sempre nel rispetto della persona che le scrive. e poi di che confini mentali stai parlando? un saluto. vincenzo
RispondiEliminaVincenzo non era mia intenzione offenderti. Il mio ragionamento è che un dipendente il cui lavoro non verrà mai giudicato perché il suo contratto è intoccabile non ha stimoli a produrre. Poi tu parli del "proprio dovere". Io non condivido questo concetto perché credo che esista da una parte l'aspettativa del datore di lavoro e dall'altra la disponibilità del lavoratore. Poi, c'è una tipologia di lavoratori che può dire "io faccio questo, se ti va bene è così se non ti va bene il mio turno finisce lo stesso alle 13." e un altra il cui lavoro non è mai abbastanza. Correggimi se sbaglio, come dice davide è possibile che qualcosa mi sfugga, e sarei ben lieto di sapere cos'è. Perché la situazione attuale proprio non mi convince.
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