Bologna 6 novembre 2014
Coordinamento nazionale delegati Filcams Esselunga com’è andata…
Al coordinamento erano presenti i delegati (rsu) dei vari negozi Esselunga a livello nazionale, dalla Lombardia alla Toscana, Piemonte, Liguria, Veneto ed Emilia Romagna (il Lazio per ora assente)
Fermo restando che anche l'ipotesi di una risoluzione a livello governativo sulla liberalizzazione degli orari commerciali risulta ancora molto lontana e difficile dal divenire, e fermo restando che un sindacato dovrebbe cercare di evitare il formarsi di situazioni discriminanti tra lavoratori ed evitare appunto che si vengano a creare lavoratori di serie A e lavoratori di serie B (anche se in realtà negli ultimi anni questo errore è stato sicuramente commesso).
Prima di procedere con il dibattito c'è stato il discorso di introduzione del segretario della Filcams Nazionale, con delega per Esselunga, Christian Sesena, il quale ha fatto capire come sul lavoro domenicale ormai i tempi per decidere di raggiungere accordi siano stretti, o si continua a nascondere la testa sotto la sabbia ed aspettare che le scelte ci piombino addosso o si comincia ad affrontare il problema del lavoro domenicale in maniera seria e costruttiva, e questa probabilmente e' l'ultima occasione che ci rimane.C'e' in oltre da tener presente che Esselunga non ha ad oggi, intenzione di disdettare il contratto integrativo (CIA), che pure ha un costo per l’azienda, e che nonostante l'ultimo nostro contratto nazionale del commercio (terziario distribuzione e servizi) preveda un obbligatorietà al lavoro domenicale per un buon numero di domeniche (circa il 25-30% del totale), l'azienda non si e' mai rivalsa sul fatto di precettare la prestazione lavorativa obbligatoria della domenica (ad eccezion fatta per alcuni negozi dove vi è in atto una sperimentazione unilaterale aziendale), seppur con eventuali complicanze del caso.
Indubbiamente dobbiamo riflettere...
Ad ogni modo l'intento di Christian era quello di capire durante il dibattito il pensiero dei delegati nei vari negozi sulla vicenda del lavoro domenicale.
Molti sono stati gli interventi (tra cui anche una RSU del nostro gruppo), la linea generale ed il pensiero sul lavoro domenicale è stato più o meno lo stesso per tutti , e in sintesi si potrebbe definire in queste parole, ...fermo restando che il lavoro domenicale non piace a nessuno (delle rsu presenti), indubbiamente è una problematica che da parte nostra và affrontata e gestita..., un po' perché il nostro pensiero non è quello di tutti i lavoratori (in alcuni negozi fanno la fila per andare a lavorare la domenica e in altri no) un po' per riequilibrare le cose con chi, ad esempio le part-time domenicali che la domenica la hanno per contratto (e non dite che e' una loro scelta), vuoi perché comunque si parla di organizzazione del lavoro e come tale compete ad una RSU.
E' comunque stato richiesto all'Azienda, da parte delle organizzazioni Sindacali un incontro, volto a chiarire la scelta che Esselunga ha deciso di effettuare in maniera unilaterale (su assunzione full-time con domenica), e anche per capire dove l' Azienda abbia intenzione di andare a parare e di cosa abbia realmente bisogno.
Detto questo, dal nostro punto di vista, dobbiamo essere pronti a metterci in gioco, e per arrivare a ciò Christian Sesena ci ha esortato a confrontarci con i lavoratori all'interno dei negozi per capire anche la disponibilità di noi lavoratori al lavoro domenicale e quanto si è disposti a contribuire per "alleviare" il lavoro domenicale a chi lo ha già obbligatorio da contratto, oltre che cominciare a ragionare su varie ed eventuali possibilità di accordi, che potrebbero prevedere un incremento economico della prestazione, riposi a scalare con possibilità di recuperi a week-end, proporzionalità sul lavoro volontario, o ragionare su un accordo a livello generale per poi lasciare ancora campo alle RSU per le specificità di ogni singolo negozio, insomma di idee ne sono circolate parecchie e altre ce ne saranno, sempre ovviamente da valutare in futuro con tutti i lavoratori.E' stato ribadito da Christian che durante l'incontro che si farà con l'Azienda non verranno prese decisioni o firmati accordi ufficiali di nessun genere, ci ha comunicato inoltre che l'incontro avverrà a delegazioni ridotte, cioè saranno ovviamente presenti tutte e tre le sigle sindacali, ma con un numero limitato di delegati, (anziché 40 per ciascuna sigla sindacale solo una decina) come da richiesta di Esselunga, tutto ciò per rendere "più leggera" la discussione dal punto di vista emotivo, senza incappare in sterili polemiche ed inutili dibattiti su "punti e virgole".
Chiudiamo dicendo che e' molto importante cercare di creare una certa mentalità solidale tra vecchi e nuovi assunti, senza che si vengano a creare rivalità e invidie tra le due tipologie di lavoratori che sono figlie anche di questa crisi epocale, e capire appunto quanto del proprio siano disposti a rinunciare i "vecchi" per rendere più equo e meno sfruttato il lavoro dei "nuovi" rendendo meno arduo il confronto e le diversità tra padri e figli.
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Sono uno dei contratti "vecchi" quindi sono di parte, ma non mi sembra proprio giusto scaricare su di noi decisioni simili tirando pure fuori diversità tra padri-figli. Ci chiedete di rinunciare a uno dei pochi diritti che abbiamo ancora in cambio di cosa? Forse di un riposo a "scalare" o un 10% in più di festività ? Non so mi sfugge qualcosa... Scusate se penso male, ma stiamo parlando di diritti non di beneficenza.
RispondiEliminaFrancesco Capretti
Ciao Francesco, forse l'intento del post non e' stato sufficientemente chiaro, nessuno ha intenzione di scaricare su di "voi" decisioni simili, come dici tu, in questo post si e' semplicemente cercato di raccontare quanto e' stato detto e discusso al coordinamento nazionale, dopodiche si voleva cercare di coinvolgere i lettori nella discussione, senza che nessuno debba prendere decisioni, non e' tempo di decisioni ma solo di scambi di opinioni.Detto questo mi preme ricordare un po' a tutti che alcune domeniche obbligatorie le abbiamo tutti(circa il 25/30 per cento delle aperture), gia da due contratti nazionali, che la filcams cgil non ha firmato, e sempre bene ricordarlo, che pero' comunque si trova a gestire, e ricordo anche che il contratto nazionale di lavoro vale per tutti"vecchi" e nuovi ( a proposito io ero in piazza a manifestare a suo tempo contro questo contratto, anche se ero un "vecchio" contratto).
RispondiEliminaEsselunga in realta' ad oggi non ha mai comandato la domenica lavorativa obbligatoria per i noi, ma potrebbe non essere sempre cosi, tanto e' vero che in alcuni negozi aveva cominciato una sperimentazione dell'organizzazione del lavoro domenicale, in maniera unilaterale, per i full time, e non e' stato possibile contrastarli in quanto potevano farlo,l'unica cosa che le rsu di quei negozi hanno potuto fare e stanno facendo e' stato ed e' tuttora fare sciopero tutte le domeniche, ma ahime' stanno soccombendo, percui e tranquillamente possibile che la scelta dell'azienda di assumere d'ora in poi full time con la domenica di contratto, che dovranno inserire negli orari modulari, sia una scelta per motivare una futura scelta per disdettare il contratto integrativo, dopodiche potrebbero programmare le domeniche obbligatorie anche per noi. Non c'e' nulla che puo' sfuggire, c'e' solo da cominciare a fare un ragionamento serio su questo tema, senza nasconderci sempre dietro a diritti che non solo no si e' nemmeno conquistati in prima persona, ma non si e' nemmeno contribuito a mantenere, e poi se mi posso permettere, a mio avviso non sarebbe beneficenza... ma Solidarieta... Davide Dimatteo
Io non ero in piazza a manifestare quel giorno, e non credo di esserci mai stato per manifestare contro qualcosa o qualcuno e ho paura che non ci andrò mai, sopratutto se a chiedermelo è uno schieramento politico ( di qualsiasi posizione sia) o una o più sigle sindacali che mi chiedono la mia presenza per difendere qualche diritto calpestato per colpa di chi o di cosa.
EliminaE' vero che la Filcams CGIL non ha firmato quel contratto (e tutte le volte ne fa da bandiera), ma è anche vero che ha contribuito fino all'ultimo a farlo, se ben mi ricordo l'avrebbe firmato solo dopo i pareri di noi lavoratori tramite votazione in assemblea e sappiamo benissimo come possiamo essere malneabili per qualsiasi fine...La votazione non le fu permessa perchè andava firmato subito quindi l'accordo saltò, anche perchè vaglielo poi a spiegare ai lavoratori cosa avevano concluso.
Una volta lottavaTE perchè i diritti acquisiti li avessero tutti, adesso chiedete di rinunciarvi o per lo meno testate il terreno per rinunciarvi per essere Solidali con i colleghi.
Chiedo scusa per questo mio intervento e continuo ad ammirarvi nonostante le mie provocazioni, sperando che siano di stimolo per tutti, anche per quelli che come me non hanno mai fatto uno sciopero, una manifestazione o quant'altro, ma non hanno mai avuto paura di dire in faccia a chiunque il proprio pensiero e rimanere liberi nonostante tutto.
Grazie dello spazio che mi concedete
Ciao
Francesco Capretti
Ciao
Francesco Capretti
Ciao Francesco, si può condividere quello che dici, vero è però, allo stato dei fatti che se anche la nostra azienda decide di far rispettare (quindi comandare le domeniche o se vuoi usare il linguaggio tecnico "precettare") quel contratto, senza se e senza ma, resta poco da fare, in questo ambito non si tratta di "testare il terreno" ma di condividere se è possibile scelte ormai già prese con il minor sacrificio da parte di chi quelle scelte le subirà comunque cioè noi lavoratori tutti.
EliminaCiao Francesco.
Flavio
Cerchiamo di capirci : Esselunga potrebbe da contratto "precettarci " per le domeniche fino ad un max del 30% annuali ( perchè non lo faccia non si sa, per ora ), Esselunga assume part-time domenicali ( giusto intento dei politici di allora per nuove assunzioni) e soprattutto nuovi contratti che vanno da lunedì a domenica ( se lo fa la legge lo permette ), il sindacato ci chiede :di capire anche la disponibilità di noi lavoratori al lavoro domenicale e quanto si è disposti a contribuire per "alleviare" il lavoro domenicale a chi lo ha già obbligatorio da contratto...ma scusate anche noi allora l'abbiamo già nel contratto ( 30% max) , a forse volete chiedere all' azienda che fino ad adesso non ha rispettato questo accordo di farlo rispettare, così magari la smette di assumere part-time domenicali o contratti full che vanno da lunedì a domenica.
RispondiEliminaGiusto," così per capire appunto quanto del proprio siano disposti a rinunciare i "vecchi" per rendere più equo e meno sfruttato il lavoro dei "nuovi" rendendo meno arduo il confronto e le diversità tra padri e figli".
Scusate ma zitto non riersco a stare
Francesco Capretti
Ciao sono una nuova assunzione A TEMPO INDETERMINATO FULL TIME( dopo un anno di indeterminato).... al momento della firma del nuovo contratto sono stato obbligato a firmare un foglio che dichiara l'obbligo della mia prestazione domenicale come giorno ordinario e l'obbligo di prestazione di lavoro straordinario, in tal caso non avrei lavorato in esselunga!!!!!!! ho dovuto accettare come potete immaginare per poter aver un indeterminato!!!! sono stato assunto sopratutto per la mia disponibilità quindi mi ritengo un lavoratore disponibile... detto questo ora però mi ritrovo in un gruppo di lavoro ( vecchi contratti) dove tutti hanno la possibilità di non lavorare la domenica e io no, di conseguenza non riesco più ad organizzare la mia vita domenicale... visto che nella maggior parte dei casi i colleghi decidono all'ultimo se dare la diponibilità la domenica e in caso negativo chi deve lavorare è il sottoscritto!!!!! Io accetto questa situazione stringendo i denti e mandando giù il rospo!!!! ma non sono disposto ad accettare questa situazione per molto altro tempo.... anche nelle peggiori delle ipotesi.... NON SONO UNO SCHIAVO!!!!!! LA LIBERTA' STA NEL POTER SCEGLIERE!!!! E IO (COME TANTI) ABBIAMO SUBITO UN RICATTO!!!!!
RispondiEliminaPovero...
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