martedì 27 maggio 2014

Fonte comune.cagliari.it
 Permessi legge 104/92                                               Ciao a tutti scriviamo questo post in virtù di una richiesta di chiarimento lasciata qualche giorno fà come commento, che chiedeva spiegazioni sulla possibilità (per una part-time domenicale) di prendere permessi per "legge 104", frazionata in ore, anche la domenica, senza che gli vengano tolte 8 ore (come da contratto) visto che in quella giornata ne lavora effettivamente solo 5.         
Ci rivolgiamo a chiunque si trovi in questa situazione e anche a chi attraverso i commenti a questo post potrebbe portare il proprio contributo in termini di informazioni utili o di proprie esperienze relative a questo argomento o di una situazione simile a quella descritta. 

Abbiamo letto bene il testo che si trova sulla pagina dell'Inps (del quale alleghiamo il link di riferimento a fine post), e abbiamo chiamato direttamente il contact center Inps e chiesto spiegazioni in merito. Ci hanno confermato che non c'è nessuna nuova circolare o direttiva (Inps) che impedisca  di fruire dei permessi frazionati in ore la domenica o nei festivi.              

Pertanto, possiamo dire che una part-time domenicale che svolge, su richiesta aziendale, la prestazione domenicale di 5 ore, ha diritto di prendere permesso per "legge 104" , in virtù della frazionabilità in ore, di sole 5 ore, e non 8 come a volte viene fatto.
                                     
In caso contrario, cioè se l'azienda dovesse negare questo diritto, che sia la stessa a spiegare sulla base di quale circolare o articolo impedisce tale richiesta.                                     Ad ogni modo invitiamo chi avesse bisogno, per cercare di risolvere questo problema, di rivolgersi alla propria RSU di negozio, o farci sapere qual'è la RSU del negozio in cui lavorate, di modo che si possa trovare una soluzione condivisa all'interno del nostro gruppo, di cui fanno parte, lo ricordo le RSU Slunga di: Castellanza, Lainate, Lissone, Olgiate Olona, Saronno, Solaro, Varedo.
                                                                                                   
Per andare al link e leggere il testo sui permessi legge 104/92 clicca QUI

mercoledì 21 maggio 2014

Federdistribuzione – trattativa CCNL incontro 14 maggio 2014 



Foto emotiondesign.it
Si è tenuto il 14 maggio previsto incontro con Federdistribuzione alla presenza del Presidente 
Cobolli Gigli e dei Segretari Generali di Filcams, Fisascat e Uiltucs. 

L’incontro era finalizzato a chiarire, dopo i diversi appuntamenti di trattativa, se e quali con-
dizioni si rendono possibili per definire il Contratto Nazionale della Distribuzione Moderna Organizzata. 

Federdistribuzione ha espresso, ancora, la necessità di un contratto che deve rispondere alle 
difficoltà del settore, pur confermando la volontà di fare il contratto. La Filcams unitariamente a Fisascat e Uiltucs, aveva ed ha già espresso la volontà di arrivare alla definizione del Contratto Nazionale attraverso la presentazione di una piattaforma sindacale, volontà oltremodo riconfermata nella gestione della trattativa. 

foto cittadinovara.com
Le richieste avanzate fino ad oggi dalla delegazione datoriale, però, non consentono la realizzazione di un accordo. 

La Filcams non è disponibile ad un contratto autofinanziato dai lavoratori, dove si procede a modifiche pesanti e strutturali delle parte normativa, a partire dall’aumento dell’orario settimanale, per arrivare alle flessibilità sul mercato del lavoro, soprattutto alla luce delle nuove regole in materia. 


La Filcams è consapevole delle difficoltà del settore - seppure alla situazione di crisi le imprese 
rappresentate da Federdistribuzione non hanno reagito in maniera omogenea - ma tale difficoltà
non può essere tradotta nel tentativo di produrre un rinnovo a costo zero o, addirittura, con un segno negativo per i lavoratori. 

In sintesi, nell’esprimere la determinazione a lavorare per costruire un accordo, la Filcams ha ribadito a Federdistribuzione l’obiettivo di un Contratto Nazionale che non produca un risultato negativo per i lavoratori in termini di salario e di normativa. 
Se questo obiettivo è condiviso, c’è la disponibilità a ricercare soluzioni, consapevoli che, in un contesto economico difficile, questo comporta una limitazione delle aspettative e delle richieste per entrambe le parti. Il perimetro entro cui muoversi, per la Filcams, è legato a un rafforzamento dei percorsi di stabilità dei rapporti di lavoro per bilanciare l’uso di forme contrattuali flessibili, nessuna modifica strutturale alla normativa del Contratto Nazionale a partire dall’orario di lavoro, un risultato in materia salariale che, pur condizionato dal contesto di crisi, offra un miglioramento delle condizioni economiche in essere.

 Nei prossimi giorni sarà concordato un nuovo calendario di incontri per proseguire la trattativa. 

Filcams Cgil

venerdì 16 maggio 2014

DIRITTI DI INFORMAZIONE 
            Incontro con l'azienda, Bologna 13 maggio 2014.                                                                                                                                                                         
Il giorno 13 maggio si è tenuto a Bologna l'incontro annuale con l'azienda sui diritti di informazione, dove generalmente vengono comunicate alle organizzazioni sindacali notizie relative all'andamento aziendale, e fatturato, nuove aperture o ristrutturazioni, numeri relativi alla composizione aziendale in termini di dipendenti e tipologie di contratti utilizzati. L'incontro si è tenuto in un hotel di Bologna, ha avuto inizio alle ore 11,30 ed e terminato alle ore 15, per noi della Filcams cgil al tavolo nazionale c'era il bravissimo Cristian Sesena (colui che si occupa dei rapporti e contrattazione con Esselunga a livello nazionale), che anche questa volta ha dimostrato professionalità e competenze sulla valutazione di questo incontro. Al di là dei numeri l'impressione che abbiamo avuto e che sicuramente in questa fase le relazioni sindacali siano comunque abbastanza buone, nonostante la questione del contratto nazionale incombente, sul quale le distanze nei contenuti e nei modi tra organizzazioni sindacali e federdistribuzione siano molto lontane.

Nonostante tutto ciò pare quindi esserci, anche da parte aziendale, la volontà di rivedersi per capire quali punti del contratto integrativo 
aziendale (che sono stati già individuati) possano già trovare una discussione di partenza, salvo grossi strappi sul contratto nazionale. L' azienda come spesso accade in questi incontri ribadisce che non è incline a farsi influenzare troppo da contesti politici che legiferano in materia di lavoro o le varie situazioni contrattuali (e lo abbiamo visto effettivamente sulle domeniche obbligatorie del precedente contratto Nazionale). Era interessante infatti capire cosa aspettarsi dall'azienda in fase di assunzioni future, visto il nuovo regolamento previsto dal "jobs act" sulle nuove assunzioni senza causale e prorogabili fino a 5 volte nel corso di 36 mesi ( precariato regolamentato), interessante a nostro avviso il pensiero della azienda che reputava valido come tipo di contratto quello di inserimento (12/18 mesi), che ora non esiste più. Dicono che comunque non hanno interesse a sfruttare situazioni contrattuali "particolari" che possono essere interessanti solo in termini di costo, ritengono in sostanza che ci sia un determinato tempo per formare sotto il profilo professionale il lavoratore, dopo di chè si può decidere se è tenerlo in azienda o meno (tenendo conto delle percentuali di conferma), senza sfruttare il tira e molla che prevede questo decreto legge. Potrete leggere per intero il verbale contenete i numeri precisi sull'esito dell'incontro cliccando.qui

lunedì 12 maggio 2014

Primo sciopero “global”. La rivolta
dei fast food si allarga a tutto il mondo

Il 15 maggio proteste in 5 continenti: “Vogliamo paghe decenti”

AFP
La protesta dei lavoratori di McDonald’s a New York

NEW YORK
Lavoratori (dei fast food) di tutto il mondo unitevi. Di rado questo storico slogan è stato più appropriato come nel caso della mobilitazione planetaria che, a partire dal 15 maggio, vedrà uniti i dipendenti delle multinazionali del panino. Un’onda di protesta che dagli Usa si propaga per i cinque continenti dando voce univoca a un esercito di lavoratori che rivendicano migliori condizioni salariali e maggiori diritti.  
A suonare la carica sono i dipendenti di McDonald’s, Burger King, Wendy,s’, Kfc - per dirne alcuni - degli Usa, che giovedì incroceranno le braccia in 150 città di tutto il Paese, da Oakland a Miami. Si rivendica l’aumento del salario orario minimo da 7,25 a 15 dollari, e il diritto ad organizzarsi sindacalmente, ovvero di aderire alle «Union», senza subire ritorsioni dai parte dei datori di lavoro. 


La mobilitazione è il risultato di un percorso iniziato nel novembre 2012, col primo sciopero di 200 dipendenti di fast-food. Da allora la protesta è andata montando sino a culminare nel grande incontro mondiale di mercoledì a New York, dei rappresentanti dei lavoratori di fast food coordinati dalla «International Union of Food, Agricultural, Hotel, Restaurant, Catering, Tobacco and Allied Workers’ Associations» (Iuf) una federazione composta da 396 associazioni sindacali, 126 Paesi e 12 milioni di lavoratori. Le rivendicazioni, fra l’altro, giungono proprio mentre è in corso negli Usa un braccio di ferro tra Congresso e Casa Bianca per aumentare la paga minima a 10,10 dollari l’ora.  
A dar seguito al grido di protesta che si leva dalle piazze americane sono i dipendenti dei fast-food di altri 33 Paesi, ognuno dei quali rivendica istanze specifiche e con modalità differenti. Nelle Filippine e in Corea del Sud ci saranno «flash mob» all’interno di alcuni McDonald’s, così come in Marocco e in Malawi. Ad Auckland, in Nuova Zelanda, ci saranno dibattiti-fiume tenuti dagli stessi lavoratori dinanzi al quartier generale di McDonald’s.  

In Argentina e Brasile domineranno volantinaggi e dimostrazioni, mentre in Europa la mobilitazione riguarda cinque Paesi, tra cui l’Italia (paga minima è di 7,8 euro lordi al netto dei costi sanitari) con scioperi a Venezia, Milano e Roma e una mobilitazione sulla riviera romagnola. «All’azione globale del 15 maggio seguirà, il giorno dopo, lo sciopero generale unitario di Cgil, Cisl e Uil sul contratto nazionale del turismo applicato dai fast-food che il Fipe ha disdetto», spiega Cristian Sesena di Cgil durante la sua trasferta a New York. «Siamo qui - prosegue - per capire come impostare una strategia di contrasto a livello globale con le multinazionali del panino e superare i localismi». E anche laddove le condizioni sono migliori si manifesta lo stesso, come racconta Louise Marie Rantzau: «In Danimarca McDonald’s mi paga 21 dollari l’ora, per questo mi meraviglio di quanto accade negli Usa. I fast food devono avere lo stesso rispetto a chiunque e ovunque». La mobilitazione planetaria non lascia certo indifferente McDonald’s che in una nota spiega come «le retribuzioni vengano stimate sul costo della vita locale e sulla mansione svolta, e che l’80% dei suoi ristoranti è indipendente e gestito da piccoli proprietari».  
Fonte La Stampa.it

lunedì 5 maggio 2014

           LA NUOVA ERA DELLA VITA.....


Quali?"C'è il problema del personale, soprattutto per quanto riguarda la grande distribuzione che si appoggia su dei dipendenti che avrebbero diritto al loro riposo".
E come si risolve?"Il lavoro festivo dovrebbe essere pagato di più e i sindacati dovrebbero chiedere maggiori livelli occupazionali per consentire una migliore turnazione. Perché chiedere la chiusura ormai è quasi impossibile, questi comportamenti di acquisto sono diventati necessari: penso al supermercato di via Papiniano, dove c'è sempre più gente la domenica che negli altri giorni della settimana. C'è poi un altro problema sui negozi di abbigliamento".
Quale?"L'aperturadellegrandicateneincentro può costituire un'occasione di concorrenza sleale nei confronti dei negozi di periferia. I grandi sono avvantaggiati dall'avere personale assunto, rispetto ai piccoli che sono a conduzione familiare, e possono attirare acquirenti anche nei giorni di festa".
C'è poi la questione che riguarda l'adeguamento dei ritmi della città. Il 1° Maggio ad esempio i mezzi pubblici ci saranno solo fino alle sette di sera."Ma se si torna indietro a venticinque anni fa si ricorda che i mezzi non circolavano di pomeriggio e dopo mezzogiorno la città si fermava. Adesso la situazione è molto migliorata, con gli orari festivi non ci sono grossi problemi".
Non c'è il rischio che diminuendo l'attenzione su queste feste si perda anche il significato che portano con sé?"Questo è un altro problema che però non è legato ai negozi. Penso al XXV aprile: la perdita di memoria è legata al fatto che questa data è ormai distante nel tempo, non viene più ricordata né insegnata nelle scuole. Oggi si pensa al XXV aprile come alla possibilità di fare il ponte: e infatti la settimana scorsa Milano era deserta!"
E il 1° maggio che è la festa dei lavoratori?"È la festa degli operai, più che altro. Ma dove sono gli operai adesso? È la festa della bandiera rossa: ma chi la canta più quella canzone oggi? Oggi la realtà del lavoro nel mondo del terziario è molto cambiata, viviamo in un mondo dove purtroppo questi valori sono in declino. Dobbiamo sperare che non vadano perduti per sempre perché rappresentano la nostra storia, ma questo non dipende dal fatto che i negozi siano aperti o meno".

E TU CHE NE PENSI ?

il tempo non esiste

Il passato non è più, il futuro non è ancora. Il presente, come separazioni fra due cose che non esistono, come fa ad esistere? é un guaio che il presente non esista, perchè per essere felici bisogna essere in grado di vivere il presente. Infatti, tutti sono capaci di dire, proiettandosi nel passato, "oh com'ero felice quando avevo 20 anni"; oppure "dirò, farò...", proiettandosi nel futuro. Il saggio, invece, è colui che realizza il presente. Il saggio è colui che quando ha sete, beve, sente l'acqua che gli scende nella gola e pensa "oh quanto è bello bere". Il saggio è colui che quando ha fame, mangia e pensa "oh quanto è bello mangiare". D’altro canto, come diceva Hegel, "il tempo è come l'essere: mentre è, non è; e mentre non è, è! Luciano De Crescenzo